FABIO LOSCERBO – LE WHITE LIST CONTRO LE INFILTRAZIONI MAFIOSE: INDICAZIONI PRATICHE E GIURISPRUDENZA AGGIORNATA (2020)

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La legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalita’ nella pubblica amministrazione” (art. 1, commi dal 52 al 57) ha previsto l’istituzione presso ogni Prefettura dell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. white list ) .
Tale elenco ha lo scopo si rendere più efficaci i controlli antimafia nei confronti di operatori economici operanti in settori maggiormente esposti a rischi di infiltrazione mafiosa. Il 14 agosto 2013 è entrato in vigore il D.P.C.M. 18 aprile 2013 che disciplina le modalità relative all’istituzione e all’aggiornamento dell’elenco in questione nonché le modalità per le correlate attività di verifica.
Le attività imprenditoriali per le quali è possibile l’iscrizione nell’elenco prefettizio, indicate all’articolo 1, comma 53, della citata L. 190/2012, sono le seguenti: 1) trasporto di materiali a discarica per conto di terzi; 2) trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi; 3) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti; 4) confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume; 5) noli a freddo di macchinari; 6) fornitura di ferro lavorato; 7) noli a caldo; 8) autotrasporto per conto di terzi; 9) guardiania dei cantieri.
L’iscrizione nelle c.d. white list costituisce, pertanto, la modalità obbligatoria attraverso la quale è possibile acquisire la documentazione antimafia nei confronti delle imprese operanti nei “settori a rischio”.
Il presente manuale offre indicazioni pratiche sulle modalità di presentazione della domanda di iscrizione nella c.d. white list, nonchè la più recente giurisprudenza amministrativa in materia.
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