Guido Pacitto-Ignoti Messaggi in Bottiglia (2020)

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“Ignoti Messaggi in Bottiglia” credo segua la falsariga della precedente “Piccola Fabbrica degli Orrori”: non ci sono racconti buonisti o spensierati. Sì, credo si possano definire “cattivi” anche la stragrande maggioranza dei racconti contenuti in questa mia seconda raccolta. E anche qui mescolo storie di fantascienza, di orrore umano e sovrannaturale.
E a proposito di “orrore umano”: è proprio questo il genere di racconti che più mi inquieta. Non c’è mostro o fantasma che riesca a reggere il confronto con un essere umano cattivo, forse semplicemente perché sappiamo che, nonostante a volte quel rumore ci inquieti, quello scricchiolio ci faccia sobbalzare, quella forma lì nel buio possa sembrarci un essere mostruoso, sappiamo in fondo che quel mostro non esiste, non dovrebbe esistere. E allora è meglio credere che quel rumore inquietante nel silenzio della notte, quello scricchiolio o quella che sembra una forma umana nel buio possano appartenere a quel mondo, e non al nostro. Che possa essere colpa di un mostro, di un fantasma o di un alieno, e non di un semplice balordo, di un ladro, di un violentatore, di un feroce assassino.
Qual è, dunque, il vero orrore? Quello intravisto e immaginario, o quello nascosto ma reale, pronto a sbucare fuori da un momento all’altro, mentre si è seduti in metro o si guarda la tv su una comoda poltrona?
La risposta è semplice, banale. Ed è forse per questo che questa raccolta di racconti punta più che altro sull’orrore immaginario, su esseri irreali o possibilmente reali, lasciando meno spazio (ma ci vuole anche quello) all’orrore umano, quello che troviamo ogni giorno là fuori, oltre l’uscio della nostra porta. Di quello sì, ne sentiamo, vediamo e leggiamo tanto, troppo.
Tuffiamoci dunque in un mondo fatto di specchi magici, di piante particolari e di fuochi famelici, facendo qualche salto, qua e là, nell’orrore umano che qui fa da contorno, per non dimenticare, per restare sempre all’erta.

PS
Anche in questa raccolta, il mio consiglio è quello di leggere la seconda parte del racconto “Messaggi in Bottiglia” soltanto dopo aver letto tutti gli altri racconti.

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