Guido Pacitto – Inquieti Scheletri nell’Armadio (2020)

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Questa mia terza Raccolta di Racconti è di sicuro la più matura delle tre. Tutti i Racconti contenuti all’interno di questo volume, infatti, sono stati scritti tra il 2016 e il 2017. A differenza delle precedenti due Raccolte, dunque, non sono qui presenti miei Racconti datati. Non che non ne abbia più, ma vista la buona mole di materiale buttata giù negli ultimi tempi, ho deciso di pubblicare qualcosa che rispecchiasse in pieno soltanto la mia Scrittura di questo periodo. Per altri Racconti più vecchi, e che custodisco nel cassetto da ormai qualche anno, ci saranno altre occasioni per poter far loro vedere un po’ di luce.
Ma veniamo a oggi: dopo i Racconti “cattivi” presenti in “Piccola Fabbrica degli Orrori” e “Ignoti Messaggi in Bottiglia”, ecco che quelli presenti in questo “Inquieti Scheletri nell’Armadio” vanno a correre a braccetto con i precedenti. Stavolta il Racconto che fa da raccordo con il titolo della Raccolta non è diviso in due parti, una in apertura e una in chiusura, ma viene piazzato alla fine. Forse.
Il Racconto finale, “Lo Scheletro nell’Armadio”, oltre a ri-chiamare il titolo della raccolta va, anche in questo caso, a unirsi, stavolta più sottilmente, al Racconto iniziale, “Buio in Sala”. Insomma, tutto è collegato.
Ma di chi sono gli Scheletri contenuti in questo libro?
Forse di tutti. Banalmente.
A parte qualche Racconto meno “realistico”, quelle presenti in questa Raccolta sono Storie più “umane” e meno “magiche” rispetto a quelle presenti nelle due precedenti. E per umane non intendo l’accezione positiva; gli umani presentati e mostrati in questi Racconti sono spesso lungi dal poter essere definiti tali, oppure, se vogliamo, potremmo affermare che nel bene e soprattutto nel male, ecco l’uomo, facendo l’occhiolino al titolo di un mio Racconto in “Piccola Fabbrica degli Orrori”.
Per Storie più umane intendo, potrei dire, episodi in cui sfortunatamente potremmo capitare un po’ tutti, nel presente o in un futuro più o meno lontano; Storie possibili e non impossibili. Ed è questo, forse, il vero Orrore: leggere questi Racconti e pensare che là fuori, da qualche parte, tutto questo potrebbe esistere. E potremmo incontrarlo.
Ogni libro è un po’ come un armadio: contiene cose belle, cose brutte, cose da far proprie in ogni occasione e altre da evitare e lasciare lì. In questo armadio ci sono degli Scheletri. Apritelo, dunque, e provate a indossarne qualcuno.

PS
Stavolta non vi chiedo di iniziare da un Racconto e finire con un altro. Stavolta questo libro, come detto, è proprio come un armadio: apritelo e pescate dove vi pare. Anche negli angoli, quelli più nascosti, fino in fondo.
Ma adesso, buio in sala.

DOWLOAND

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